STRAORDINARIO RISPETTO PER IL FUOCO
1598 49. Non deve stupire che il fuoco e le altre
creature talvolta lo onorassero. Come abbiamo visto noi, vissuti
con lui, Francesco aveva un grande affettuoso amore e rispetto
per esse, e gli procuravano tanta gioia. Dimostrava a tutte
le creature così spontanea pietà e comprensione
che quando taluno le trattava senza riguardi, egli ne soffriva.
Parlava con esse con così grande letizia, intima ed
esteriore come ad esseri dotati di sentimento, intelligenza
e parola verso Dio, che molto spesso, in quei momenti, egli
era rapito nella contemplazione di Dio.
Una volta che stava seduto presso il fuoco, questo si attaccò
ai suoi panni di lino lungo la gamba, senza che Francesco
se ne avvedesse. Cominciò a sentirne il calore, ma
il compagno, notando che i panni bruciavano, corse per spegnere
il fuoco. Gli disse il Santo: «Carissimo fratello, non
far male a fratello Fuoco!», e non gli permetteva in
alcun modo di spegnerlo. Allora quello si precipitò
dal frate “guardiano” di Francesco e lo condusse
da lui. E così, contro la volontà del Santo,
il fuoco fu estinto.
Non voleva mai spegnere la candela, la lampada o il fuoco,
come si suol fare quando occorre: tanta era la pietà
e affettuosità che portava a questa creatura. Nemmeno
voleva che un frate gettasse via il fuoco o i tizzi fumiganti,
come si fa d'abitudine; ma raccomandava che si ponesse delicatamente
per terra, in reverenza di Colui che lo ha creato.